Studio Ghiglione Commercialisti Associati

Fra Luca Pacioli
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CIRCOLARE N° 16 DEL 1 – 12 – 2014


Decreto Legge 91⁄2014
Per il testo integrale del DL 91 con la normativa di riferimento chicca qui



Il decreto legge in oggetto è entrato in vigore il 26⁄6⁄2014, è stato convertito in legge e in data 24⁄8 sono entrate in vigore le disposizioni introdotte in sede di conversione. Si tratta di un decreto assai ampio e ricco di disposizioni, nella presente circolare illustriamo quelle di interesse in campo tributario e societario.

Art. 1 Disposizioni urgenti in materia di controlli sulle imprese agricole, istituzione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole e potenziamento dell’istituto della diffida nel settore agroalimentare

Con l’articolo in esame vengo presi i seguenti provvedimenti:

Art. 3 Interventi per il sostegno del Made in Italy

Sono interessate le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che, qualora effettuino investimenti in strutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico, possono usufruire di un credito d’imposta pari al 40% delle spese sostenute.

Il credito spetta per gli anni 2014–2016 per un ammontare massimo di Euro 50 mila annui.

Al fine di incentivare la creazione di nuove reti d’impresa o di incrementare l’attività di quelle già esistenti viene concesso un credito d’imposta alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura pari al 40% delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nonché per la cooperazione di filiera per un importo massimo di Euro 400 mila.

Il credito d’imposta di cui al presente articolo è subordinato all’approvazione dal parte della UE

Art. 5 Disposizioni per l’incentivo all’assunzione di giovani lavoratori e la riduzione del costo del lavoro in agricoltura

Ai datori di lavoro agricoli che assumano nel periodo dal 1° luglio 2014 al 30 giugno 2015 giovani di età compresa tra 18 e 35 anni viene concesso un incentivo alle seguenti condizioni:

Art. 7 Detrazioni per l’affitto di terreni agricoli ai giovani e misure di carattere fiscale

Art. 7 bis Interventi a sostegno delle imprese agricole condotte da giovani

Vengono introdotte alcune agevolazioni di tipo fiscale a favore degli imprenditori agricoli di età inferiore a 35 anni:

Art. 17 bis: disposizioni in materia di società cooperative di consumo e loro consorzi e di banche di credito cooperativo.

Il comma 1 dell’articolo in esame stabilisce che per le società cooperative di consumo e i loro consorzi l’aumento del capitale sociale attraverso l’accantonamento degli utili è esente da imposizione diretta nel limite e alle condizioni prescritte dalla normativa comunitaria sugli aiuti de minimis. Si ricorda che l’importo complessivo degli aiuti de minimis concedibili da uno Stato membro ad un’unica impresa non può superare l’importo di Euro 200 mila nell’arco di un triennio. Per i soli operatori del settore trasporto merci su strada il limite è ridotto ad Euro 100 mila.

Il comma 2 interviene nel campo delle società cooperative di consumo e loro consorzi a mutualità non prevalente. La normativa (precedente alla modifica) prevedeva che il 30% della quota di utili destinata alla riserva indivisibile fosse esentata dall’imposizione diretta (IRES). La modifica consiste nell’abbassamento della suddetta percentuale al 23%.

Il comma 3 è relativo alle banche di credito cooperativo.

I commi da 5 a 8 riguardano le cooperative di consumo con più di 100.000 soci. Viene previsto che con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico saranno previste le misure da adottare (entro il 31⁄12⁄2015) al fine di migliorare i livelli di coinvolgimento dei soci nei processi decisionali della società.

I decreto emanando dovrà prevedere misure finalizzate a:

Art. 18: credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

L’articolo in esame si compone di vari commi che possono essere raggruppati per argomento, nel seguente modo:

Credito d’imposta

Si tratta di una misura molto simile alla c.d. agevolazione Tremonti che prevede la concessione di un credito d’imposta agli imprenditori (sono quindi esclusi i professionisti) che effettuino investimenti in beni nuovi di fabbrica nel periodo dal 25⁄6⁄2014 al 30⁄6⁄2015.

E’ stato chiarito che non rilevano:

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 15% dell’eccedenza dei beni strumentali acquistati nel periodo agevolato rispetto alla media degli acquisti di beni della medesima tipologia acquistati nel quinquennio precedente. Il bonus può essere sfruttato anche dalle imprese con un’anzianità inferiore ai 5 anni, in tal caso la media verrà calcolata sugli investimenti effettuati nell’intera vita dell’azienda. Per le imprese costituite nel 2013 e nel 2014 il bonus va calcolato sull’intero ammontare degli investimenti effettuati nel periodo interessato dall’agevolazione. L’ammontare del credito d’imposta potrà essere sfruttato in tre rate annuali di pari importo a partire dal secondo esercizio successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento. Pertanto per gli investimenti effettuati nel 2014 occorrerà aspettare fino al 1° gennaio 2016

Le imprese industriali a rischio incidenti sul lavoro possono usufruire del credito d’imposta solo se è documentato l’adempimento degli obblighi e delle prescrizioni imposti dalla normativa in vigore.

Sono agevolabili esclusivamente i beni appartenenti alla categoria 28 della tabella ATECO che abbiano un valore unitario superiore ad Euro 10.000. La tabella 28 include “macchinari ed attrezzature” che intervengono meccanicamente o termicamente sui materiali e sui processi di lavorazione. Con una precedente circolare emessa in occasione dell’agevolazione Tremonti ter (n° 44⁄2009) l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono agevolabili anche eventuali beni non appartenenti alla categoria 28 che, tuttavia, sono indispensabili per il funzionamento dei beni agevolabili (ad esempio computer e software destinato alla macchine operatrici).

Nella determinazione della media è possibile escludere un’annualità.

Il conteggio deve essere effettuato separatamente per il seguenti periodi:

Operativamente il conteggio deve passare attraverso le seguenti fasi:

Alcune regole specifiche sono dettate in ipotesi particolari quali:

Il credito d’imposta deve essere contabilizzato tra i ricavi nella voce “A5” del Conto economico e non costituisce base imponibile né ai fini IRES né IRAP, non rileva ai fini del calcolo del rapporti di cui agli artt. 61 (deducibilità degli interessi passivi in presenza di ricavi esenti) e 109 comma 5 (deducibilità degli altri costi in presenza di ricavi esenti) ed è utilizzabile in compensazione di tutti i tributi senza alcuna limitazione d’importo.

Nel caso il bene agevolato venga dismesso prima del secondo esercizio successivo all’acquisto (quindi per i beni acquistati nel 2014 se venduti prima del 31⁄12⁄15) l’agevolazione viene revocata.

Finanziamenti e contributi a fondo perduto

L’agevolazione consistente nel finanziamento coperto dal Fondo di Garanzia per le PMI e del contributo in conto interessi a fondo perduto è stata prevista dal DL 69⁄2013, art. 2. Detta normativa prevede le seguenti misure:

Il finanziamento corrisposto dalla banca o altro ente finanziario, per poter accedere alle suddette agevolazioni deve rispettare i seguenti requisiti:

Possono accedere alle agevolazioni in esame le PMI di qualunque settore produttivo (inclusi agricoltura e pesca ed escluse quelle elencate in seguito) che soddisfino i seguenti requisiti:

Si ricorda che le PMI sono le seguenti:

Sono escluse:

Gli investimenti agevolabili sono quelli destinati all’acquisizione (anche in leasing) di beni strumentali nuovi di qualsiasi categoria (esclusi gli immobili) che siano destinati a:

I beni acquisiti devono:

L’acquisizione dei cespiti oggetto dell’investimento deve essere effettuata:

I beni acquistati con l’agevolazione non possono essere dismessi prima di tre anni, pena la perdita dell’agevolazione.

L’articolo in esame modifica la procedura (snellendola) per la concessione della garanzia. In deroga alle regole di funzionamento del Fondo di Garanzia per le PMI, l’istruttoria per la valutazione economica finanziaria dell’investimento e per il riscontro dei requisiti soggettivi dell’impresa richiedente deve essere effettuata direttamente dall’istituto finanziario che concederà il finanziamento.

Art. 19: modifiche alla disciplina ACE – aiuto alla crescita economica

Al fine di incentivare la capitalizzazione delle imprese, nel 2011 è stato introdotto un incentivo denominato ACE che consiste nella possibilità di dedurre dal reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi un importo pari al rendimento nozionale dell’incremento del capitale netto rispetto a quello esistente al 31⁄12⁄2010.

Si tratta di un meccanismo di non immediata applicabilità con regole piuttosto complesse e limitative soprattutto nel caso di imprese in perdita fiscale o con un reddito imponibile non sufficientemente alto da coprire la deduzione del rendimento nozionale che, lo ricordiamo, costituisce un componente negativo del reddito da dedurre mediante variazione in diminuzione dal reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi. In caso di reddito imponibile non capiente, l’agevolazione ACE non contribuisce alla determinazione della perdita fiscale ma viene riportata in aventi per essere dedotta dall’utile fiscale degli esercizi successivi senza limiti di tempo.

Come è noto le percentuali di calcolo dell’ACE (già al 3%) sono ora fissate nelle seguenti misure (legge 147⁄2013, art. 1):

Con la nuova disposizione introdotta dal decreto in esame è stata prevista la possibilità di scegliere tra le seguenti due alternative:

Per le società che si quotano nei mercati regolamentati degli Stati UE è prevista una maggiorazione del 40% della variazione in aumento del capitale sociale (ovvero della base di calcolo dell’ACE che, quindi, risulterà maggiorata).

Art. 20: misure di semplificazione a favore della quotazione delle imprese e misure contabili

L’articolo in esame è molto articolato, introduce nuove disposizioni, ne modifica altre, occorre quindi procedere analiticamente, esaminando i commi principali.

Comma 1

Apporta alcune modifiche ad decreto legislativo 58⁄1998 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria).

Lettera a): viene introdotta la definizione di PMI quotata, ovvero delle società quotate che hanno un fatturato inferiore ad Euro 300 milioni o una capitalizzazione media di mercato nell’ultimo anno solare inferiore ad Euro 500 milioni.

Lettera d): prevede che l’obbligo di lanciare un’OPA al raggiungimento di determinate quote di partecipazione.

Lettera l): prevede la possibilità per le PMI quotate di inserire nello statuto l’esonero dall’OPA fino al 5° esercizio successivo alla quotazione.

Lettera aa): introduce nel decreto legislativo 58⁄98 l’art. 127–quinquies (Maggiorazione del voto)

Lettera aa–bis): introduce nel decreto legislativo 58⁄98 l’art. 127–sexies (azioni a voto plurimo)

Comma 1–bis

Prevede particolari maggioranze per le società quotate che, entro il 31⁄1⁄2015, convochino l’assemblea per la creazione di azioni a voto maggiorato

Comma 2: apporta alcune modifiche al decreto legislativo 38⁄2005 (sui principi contabili internazionali) introducendo gli articoli 9–bis (Ruolo e funzioni dell’Organismo Italiano di Contabilità) e 9–ter (Finanziamento dell’Organismo Italiano di Contabilità).

Comma 4: modifica l’art. 2343–bis del Codice Civile relativo agli acquisti della società dai promotori, fondatori, soci e amministratori

Comma 5: modifica l’art. 2500–ter del Codice Civile relativo alla trasformazione delle società di persone

Comma 6: modifica l’art. 2441 del Codice Civile relativo al diritto di opzione nelle spa

Comma 7: modifica l’art. 2327 relativo al capitale sociale delle spa. Il capitale sociale minimo passa da Euro 120.000 ad Euro 50.000

Comma 8: viene modificato l’art. 2477. Nelle srl non è più obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore. Per effetto di tale novità gli organi di controllo dei conti ed i revisori contabili delle srl decadono automaticamente. Le uniche eccezioni sono le seguenti:

Comma 8–bis: viene modificato l’art. 2351 relativo al diritto di voto nelle spa. Viene previsto che lo statuto delle spa possa prevedere che in relazione alla quantità di azioni possedute da uno stesso soggetto spetti un numero fisso o scaglionato di diritti di voto.

Inoltre viene ammessa la possibilità di emettere azioni con diritto di voto plurimo, anche soltanto limitatamente ad alcuni argomenti o al verificarsi di particolari condizioni, comunque ad ogni azione non possono essere attribuiti più di tre voti.

Le previsioni di cui al comma in esame sono particolarmente incisive in quanto, per la prima volta, viene ammessa la deroga al principio “un’azione un voto” vigente dall’introduzione del Codice Civile nel 1942. E’ quindi opportuno approfondire un poco l’argomento.

Innanzitutto occorre precisare che l’art. 2351 è relativo alla c.d. “spa chiuse” ossia alle società che non hanno emesso titoli quotati nei mercati regolamentati. Anche per le spa quotate viene ammessa la possibilità di emettere azioni a voto limitato o a voto scaglionato mentre non è ammessa l’emissione di azioni a voto plurimo (con alcune eccezioni), è invece ammessa l’emissione di azioni a voto maggiorato con un limite massimo di due voti per azione con riferimento a tutte le azioni che siano nella titolarità di uno stesso azionista per un periodo non inferiore a ventiquattro mesi dall’iscrizione dell’azionista in un apposito elenco .

Nelle presente circolare ci limitiamo all’esame della normativa relativa alle spa non quotate.

Per meglio comprendere le modifiche apportate occorre, molto brevemente, delineare le caratteristiche del sistema previgente che la dottrina aveva sintetizzato nelle seguenti formule:

In realtà alcune deroghe al principio “un’azione un voto” erano già state introdotte nel 2003

Come si percepisce immediatamente si tratta di deroghe che limitavano il diritto di voto ma mai lo accrescevano.

L’introduzione, negli statuti societari, della previsione di emettere azioni a voto plurimo varia in relazione ai seguenti elementi:

Art. 21: misure a favore delle emissioni di obbligazioni societarie

Art. 21 bis: attività di consulenza finanziaria

Art. 22: misure a favore del credito alle imprese

Vengono introdotte alcune modifiche per quanto riguarda:

Art. 22 bis: semplificazioni nelle operazioni promozionali

Viene stabilito che non rientrano nel campo di applicazione della normativa sulle operazioni e concorsi a premio (DPR 430⁄2001) le manifestazioni nelle quali i premi sono costituiti da buoni che possono essere utilizzati in occasione di successivi acquisti da effettuare nel medesimo punto vendita od in uno diverso ma appartenente alla medesima ditta.

Art. 32 bis: modifica al DPR 633⁄72

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Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

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