CIRCOLARE N° 1 DEL 9 – 1 – 2015


Prestazioni di servizi elettronici



Dal 1° gennaio 2015 cambia il regime IVA dei servizi elettronici prestati a committenti non soggetti passivi (privati) residenti in Paesi UE diversi dall’Italia, per effetto dell’automatica applicabilità della Direttiva UE 2008⁄8⁄CE.

La direttiva appena citata prevede che dal 1° gennaio 2015 i servizi elettronici, di telecomunicazione e teleradiodiffusione saranno tutti imponibili nello Stato di stabilimento dell’acquirente (se non soggetto passivo IVA). Pertanto l’IVA sarà a carico del privato consumatore UE che acquista servizi elettronici con l’aliquota vigente nel suo Paese di residenza.

I servizi coinvolti nel cambio di regime (purchè venga pagato un corrispettivo) sono:

Dal punto di vista pratico per i privati italiani che acquistano servizi elettronici da operatori UE non cambia nulla, il prezzo che pagherà sarà comprensivo dell’IVA. Però, mentre precedentemente l’IVA incorporata nel prezzo veniva calcolata con l’aliquota vigente nel Paese UE del prestatore, ora l’aliquota sarà quella italiana.

Diversa è la situazione per gli operatori professionali italiani (imprese individuali, società di qualunque genere e professionisti) che prestano i suddetti servizi a privati residenti in altri Stati UE. In questo caso l’aliquota da applicare è quella vigente nel Paese di residenza dell’acquirente e onerosi sarebbero gli obblighi posti a carico dell’operatore italiano se non fosse stato creato, a livello europeo, un metodo di semplificazione degli adempimenti.

Per ovviare alla necessità di identificarsi ai fini IVA in tutti i Paesi UE e versare l’IVA nei vari Paesi ove si opera (ad esempio per un’impresa italiana che vende servizi elettronici in Francia, Germania …) è stata creata un’apposita applicazione presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate definita MoSS (Mini one Stop Shop) che permette di identificarsi una sola volta per tutti i Paesi UE e semplifica notevolmente gli adempimenti successivi.

In mancanza di iscrizione al MoSS, l’impresa italiana che presta servizi a privati europei dovrebbe:

Con l’iscrizione al MoSS, invece, gli adempimenti saranno i seguenti:

Le dichiarazioni IVA trimestrali da inviare al MoSS si aggiungono alla dichiarazione IVA annuale che ogni contribuente deve presentare al proprio stato di appartenenza.

Possono avvalersi del MoSS sia i soggetti passivi stabiliti in un Paese UE (regime UE) sia quelli extracomunitari (regime non UE). L’Agenzia delle Entrate dovrà successivamente smistare le comunicazioni in base al Paese di destinazione e riversare ai vari Stati UE la quota di IVA di loro competenza.

Adempimenti per l’iscrizione al MoSS

Mediante l’apposita funzione presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) occorre procedere alla iscrizione al MoSS, è indispensabile essere in possesso delle credenziali Entratel o Fisconline

Ordinariamente gli effetti dell’iscrizione al MoSS decorrono dal primo giorno del trimestre successivo a quello in cui è avvenuta la registrazione. Tuttavia il regime è applicabile a partire dalla data della prima prestazione qualora, entro il decimo giorno del mese successivo all’effettuazione della prima prestazione, il soggetto richieda l’iscrizione al MoSS. In pratica se non si è certi di dover aderire al sistema, è possibile aspettare fino all’effettuazione della prima prestazione di servizi elettronici e poi presentare la richiesta entro il giorno 10 del mese successivo. Ad esempio se un soggetto passivo effettua la prima prestazione in data 1° marzo, avrà tempo fino al 10 aprile per effettuare l’iscrizione al MoSS e questa avrà decorrenza dal 1° marzo.

La dichiarazione IVA apposita per il MoSS è soggetta alle seguenti regole:

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Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

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