CIRCOLARE N° 2 DEL 19 – 1 – 2015

Legge di stabilità per il 2015 – nuovo regime forfetario



I commi da 54 a 89 della legge di stabilità per il 2015 introducono un nuovo regime per la determinazione del reddito dei professionisti e delle imprese di piccole dimensioni. Si tratta, in sostanza, di un regime forfetario che determina il reddito applicando ai ricavi o compensi una percentuale di redditività rendendo così superflui i costi effettivamente sostenuti che non assumono più alcune rilevanza. Al reddito così ottenuto si applica un’imposta sostitutiva (dell’IRPEF e relative addizionali nonché dell’IRAP) del 15%.

Soggetti coinvolti

Il nuovo regime è applicabile soltanto alle persone fisiche: professionisti ed imprese individuali (anche sotto forma di impresa familiare) indipendentemente dall’età anagrafica o dall’anzianità della Partita IVA di cui sono titolari.

I soggetti già titolari di Partita IVA (se possiedono i requisiti con riferimento al 2014) e se desiderano rientrare in questo nuovo regime, possono incominciare ad applicarlo con il comportamento concludente. Chi, invece, aprirà la Partita IVA nel corso del 2015, in sede di presentazione dell’apposita modulistica dovrà scegliere il nuovo regime mediante apposita opzione.

L’opzione per un regime diverso dal forfetario avrà durata minima di almeno un triennio.

Soglie di ricavi o compensi

Le soglie di ricavi massimi per poter accedere al nuovo regime forfetario così come le percentuali di redditività sono state differenziate in relazione all’attività svolta secondo la seguente tabella:

In caso di inizio attività in corso d’anno l’ammontare dei ricavi presunti fino alla fine dell’esercizio deve essere ragguagliata.

E’ altresì prevista un’ulteriore agevolazione per i soggetti che aprono la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2015. La base imponibile per la determinazione dell’imposta sostitutiva subirà una decurtazione pari ad un terzo per l’anno di inizio e per i due successivi.

Quest’ultima agevolazione è però soggetta ad ulteriori condizioni:

Il reddito dei soggetti che rientrano nel presente regime forfetario si determina applicando all’ammontare dei ricavi⁄compensi la percentuale di redditività propria del settore. I costi, quindi, non hanno alcuna rilevanza così come non devono essere conteggiate eventuali plusvalenze o minusvalenze. I contributi previdenziali sono comunque deducibili come costo d’esercizio dell’impresa o professione e non rilevano più come onere deducibile.

Altre condizioni

Oltre alle condizioni viste in tema di tipologia del soggetto e di ammontare dei ricavi, sono stati posti altri limiti legati alla natura ed all’ammontare dei costi che si sostengono nell’esercizio dell’attività.

Posto che, come detto, tutti i soggetti che soddisfano le condizioni già viste entrano “naturalmente” nel nuovo regime, al termine di ogni esercizio bisogna verificare che sussistano le ulteriori condizioni, pena la fuoriuscita dal regime a partire dall’esercizio successivo:

Per l’anno 2015 le condizioni sopra viste devono essere verificate con riferimento al 31⁄12⁄2014.

Criteri di scelta

Ovviamente la scelta se entrare nel nuovo regime forfetario o meno viene effettuata sulla base di un criterio di convenienza, anche se non sono da trascurare ulteriori effetti pratici e semplificazioni quali:

Il versamento dei contributi INPS in misura ridotta è subordinato alla presentazione di apposita comunicazione telematica al momento di apertura della Partita IVA e poi di anno in anno entro il 28⁄2. Per i soggetti che al 1° gennaio 2015 erano già titolari di Partita IVA e che intendono aderire al regime forfetario, la comunicazione all’INPS dovrà essere inviata entro il 28⁄2⁄15 e poi rinnovata di anno in anno;

Relativamente alla scelta occorre valutare attentamente la convenienza o meno del nuovo regime. In linea di massima occorre valutare se i costi che verranno effettivamente sostenuti saranno d’importo superiore o inferiore alla percentuale forfetaria riconosciuta dalla nuova legge.

Inoltre bisogna tener conto della totale irrilevanza dell’IVA, sia a credito che a debito. I soggetti forfetari non devono addebitare l’IVA in fattura e non si detraggono l’IVA pagata sulle fatture passive. Questa circostanza è particolarmente favorevole per i soggetti che operano nei confronti dei consumatori finali: spetta loro la scelta se ridurre i prezzi applicati (dell’importo dell’IVA) o, mantenendoli invariati, incamerare l’importo dell’IVA al pari di un corrispettivo. In pratica ciò corrisponde ad un aumento del ricavo a parità di prezzo applicato.

Importazioni esportazioni ed operazioni assimilate

l’effettuazione di operazioni internazionali quali: importazioni di beni o servizi, esportazioni, operazioni con il Vaticano e San Marino non pregiudicano la scelta del nuovo regime dei forfetari.

Perdita dei requisiti e fuoriuscita dal regime

Qualora durante l’esercizio vengano meno i requisiti sopra visti per l’entrata nel nuovo regime forfetario, dall’anno successivo il medesimo non potrà più essere applicato. Inoltre si verifica la fuoriuscita dal regime (sempre a partire dall’esercizio successivo) al verificarsi delle seguenti situazioni:

Rispetto al vecchio regime dei minimi viene meno la circostanza che il superamento del limite dei ricavi massimi di oltre il 50% costituiva motivo di fuoriuscita immediata con effetti retroattivi dal 1° gennaio dell’anno in corso.

Passaggio dal regime “normale” al nuovo regime forfetario

Poiché come detto anche i soggetti che al 1° gennaio 2015 erano già titolari di Partita IVA possono esercitare l’opzione per il nuovo regime forfetario, si presentano alcune problematiche in materia di IVA con riferimento alle giacenze di merci ed ai beni strumentali presenti al momento del passaggio.

Relativamente alle merci in giacenza, per le quali è stata detratta l’IVA addebitata in fattura, bisognerà “restituire” l’IVA che, nel nuovo regime, non è più detraibile. Si tratta dell’IVA addebitata nella fattura di acquisto, ovviamente rapportata ai beni effettivamente ancora in giacenza.

Relativamente ai beni strumentali valgono le seguenti regole:

Tutti gli elementi necessari per il conteggio di cui sopra andranno indicati nella dichiarazione IVA relativa all’esercizio precedente quello di entrata nel regime forfetario e la relativa IVA andrà versata in un’unica soluzione entro l’ordinario termine per il versamento dell’IVA del 4° trimestre dell’anno precedente (16⁄3).

Vecchio regime dei minimi

Il vecchio regime dei minimi è stato abrogato con decorrenza dal 1° gennaio 2015 ma i soggetti che già lo avevano scelto possono continuare ad applicarlo fino alla scadenza naturale, ovvero fino al decorso del quinquennio o al compimento del 35° anno di età.

Regime per le nuove attività produttive

Dal 2015 viene abrogato anche il regime per le nuove attività produttive (previsto dalla legge 388⁄2000, articolo 13) che prevedeva la tassazione con imposta sostitutiva al 10%.

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Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

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