CIRCOLARE N° 4 DEL 6 – 2 – 2015

Oggetto: split payment – legge di stabilità per il 2015

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La legge di stabilità per il 2015 ha apportato nuove modifiche alla fatturazione nei confronti della Pubblica Amministrazione (con decorrenza dal 1° gennaio 2015). Si tratta di un meccanismo che, in pratica, ribalta sull’Amministrazione dello Stato che ha ricevuto le fatture passive, l’onere di versare l’IVA nelle casse dell’Erario senza pagarla al fornitore che ha emesso la fattura. Questa novità si affianca alla fatturazione elettronica che i fornitori delle Pubbliche Amministrazioni debbono obbligatoriamente effettuare pena la sospensione del pagamento delle rispettive fatture (sull’argomento “fattura elettronica” vedasi le nostre circolari 7, 11 e 15 del 2014)

Sono espressamente esclusi dall’applicazione dello split payment i fornitori della pubblica amministrazione le cui fatture siano assoggettate a ritenuta d’acconto (ad esempio i professionisti).

I soggetti coinvolti sono: Stato, organi dello Stato (anche se dotati di personalità giuridica, enti pubblici territoriali e consorzi tra i medesimi, camere di commercio, istituti universitari, aziende sanitarie locali,enti ospedalieri di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, enti pubblici di assistenza e beneficenza, enti previdenziali). Il nuovo metodo si applica a tutte le operazioni effettuate dagli enti sopra indicati a prescindere che si tratti di operazione effettuata in veste commerciale o istituzionale.

I commi da 629 a 633 della legge di stabilità hanno aggiunto l’art. 17 ter alla legge IVA (DPR 633⁄72) col quale si dispone che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi eseguite nei confronti degli enti pubblici l’IVA deve essere versata dai medesimi soggetti pubblici. Questi ultimi assumono a tutti gli effetti il ruolo di debitore d’imposta con relativa applicazione delle sanzioni in caso di tardivo od omesso versamento.

I fornitori dovranno emettere normalmente la fattura elettronica con l’addebito dell’IVA e con la dicitura “scissione dei pagamenti” ed inviarla alla PA ma riceveranno l’importo del corrispettivo al netto dell’IVA che verrà versata all’Erario direttamente dai soggetti pubblici cessionari. Sulla questione della decorrenza è stato chiarito che il nuovo regime è applicabile alle fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2015, nessun problema quindi, per le fatture datate 2014 ma non ancora pagate e per quelle, sempre del 2014, con la clausola ad esigibilità differita. Per tutte le fatture emesse fino al 31⁄12⁄2014 si continua a seguire il vecchio sistema: lo Stato e gli altri enti pubblici pagano il totale della fattura al loro fornitore che provvederà a versare l’IVA con le ordinarie regole.

Per tutte le fatture che rientrano nello split payment, per le quali l’IVA non verrà mai incassata, bisognerà aggiornare i sistemi contabili in modo che l’IVA evidenziata non concorra alla liquidazione periodica come IVA a debito e, per i soggetti in contabilità ordinaria, non figuri come credito nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La norma si applica alle operazioni per le quali l’IVA diventa esigibile a partire dal 1° gennaio

Le disposizioni sullo split payment non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettate a ritenuta d’acconto.

In conseguenza di tale nuova normativa accadrà con una certa frequenza che i soggetti che operano prevalentemente con la PA si troveranno a credito di IVA nelle liquidazioni periodiche e, quindi, potranno accedere ai rimborsi infrannuali se l’importo sarà superiore ad Euro 2.585,28. Per evitare di danneggiare tali contribuenti è stato previsto che i medesimi vengano inseriti nelle liste dei soggetti che hanno diritto al rimborso dell’IVA in via prioritaria, ma limitatamente al credito relativo alle operazioni poste in essere con il nuovo regime.

Le pubbliche amministrazioni, per versare l’IVA, hanno tre opzioni:

Al fine di permettere l’adeguamento dei sistemi contabili della PA viene previsto che il primo pagamento dell’IVA da parte delle medesime venga effettuato al più tardi entro il 16 aprile 2015.

Una situazione particolare è quella delle farmacie che, dietro presentazione della ricetta del SSN, dispensano i medicinali agli assistiti riscuotendo dai cittadini esclusivamente il ticket e chiedono poi al SSN il pagamento dei farmaci erogati. A tal fine le farmacie presentano mensilmente agli enti erogatori (Regioni e ASL) uno specifico documento denominato “distinta contabile riepilogativa” (DCR). A tale documento non può applicarsi lo split payment che ha come presupposto essenziale l’emissione di una fattura. Infatti la vendita dei medicinali da parte delle farmacie (locali aperti al pubblico) rientra nel commercio al minuto e, pertanto, origina corrispettivi soggetti all’emissione dello scontrino fiscale e non della fattura. Per le farmacie il momento di effettuazione dell’operazione, trattandosi di un rapporto di somministrazione continuativa, è identificato nel pagamento della ASL e non nella consegna della medicina a cittadino. l’obbligo di emettere lo scontrino e versare l’IVA sussiste quindi solo al momento dell’incasso del corrispettivo, mentre l’assistito riceve lo scontrino solo per l’eventuale ticket pagato. Si applica, invece, lo split payment per le prestazioni effettuate dalle farmacie e documentate da fattura quali, ad esempio, le prestazioni per l’assistenza integrativa, per il servizio CUP

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Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

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