CIRCOLARE N° 9 DEL 29 – 9 – 2015

Oggetto: aggiornamento sul patent box

Facendo seguito alla nostra circolare n° 8⁄2015 Vi informiamo che il Ministro dello Sviluppo economico ha emanato, in data 30⁄7⁄2015, un ulteriore decreto attuativo delle misure previste dalla legge.

Nel seguito ne forniamo un rapido sunto.

Soggetti beneficiari (art. 2):

I soggetti beneficiari sono già stati indicati nella nostra circolare precedente, viene ora ulteriormente specificato che occorre sottostare alle seguenti condizioni:

Non possono usufruire delle agevolazioni i seguenti soggetti:

In definitiva tutti i titolari di reddito d’impresa possono accedere al regime agevolato “patent box” inclusi i soggetti non residenti che abbiano in Italia una stabile organizzazione, a condizione che siano residenti in un Paese con il quale è stata stipulata una Convenzione per evitare la doppia imposizione e con il quale lo scambio di informazioni sia effettivo. In tal caso l’agevolazione compete per i redditi derivanti dai beni immateriali la cui titolarità sia attribuibile alla stabile organizzazione

L’agevolazione sul reddito derivante dai beni immateriali sui quali sia stata effettuata attività di mantenimento, accrescimento o sviluppo spetta a prescindere dal regime giuridico di utilizzo dei medesimi (proprietà, locazione, concessione ...)

Modalità di esercizio e durata

L’opzione ha durata pari a cinque periodi d’imposta, è irrevocabile e può essere rinnovata

Nel caso di operazioni straordinarie (fusione, scissione e conferimento di azienda) il soggetto avente causa subentra nell’esercizio dell’opzione effettuata dal dante causa.

Il decreto chiarisce che le spese ammissibili all’agevolazione possono anche essere già state sostenute negli anni precedenti ma non oltre il terzo. Così, ad esempio, se l’opzione per il patent box relativamente ad un certo bene immateriale viene esercitata nel corso del 2015, le spese che possono essere prese in considerazione sono quelle sostenute a partire dal 2012

Definizione di beni immateriali

Sono beni immateriali:

Per la definizione delle suddette tipologie di beni immateriali e dei requisiti per la loro esistenza e protezione si fa riferimento alle norme nazionali ed europee nonché a quelle internazionali anche contenute in accordi e trattati internazionali in materia di proprietà industriale

Tipologie di utilizzo agevolabili

Come già detto nella nostra precedente circolare l’utilizzo dei beni immateriali può essere effettuato:

Nel caso di bene concesso in uso a terzi il reddito agevolabile è determinato dal relativo canone al netto dei costi diretti ed indiretti.

Nel caso di utilizzo diretto è necessario determinate, per ciascun bene immateriale, la relativa partecipazione al reddito complessivo dell’impresa ovvero determinare il suo “contributo economico” al reddito dell’impresa. Il contributo economico consiste in un reddito⁄perdita figurativo ascrivibile ai vari beni immateriali, come se per ogni bene si formasse un ramo di azienda (con propri costi e ricavi) e, quindi, con la determinazione di un proprio risultato economico specifico. In alcuni casi la determinazione del contributo economico deve essere effettuata in contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate mediante l’attivazione di una procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003.

Definizione di attività di ricerca e sviluppo (art. 8)

Rientrano nelle attività di ricerca e sviluppo finalizzate allo sviluppo, al mantenimento, nonché all’accrescimento del valore dei beni di immateriali le seguenti attività:

L’effettivo svolgimento delle suddette attività deve essere verificato singolarmente per ciascun bene assoggettabile al regime del “patent box”, valgono inoltre le seguenti regole:

Determinazione del reddito agevolabile (art. 9)

In linea generale la quota di reddito agevolabile è determinata sulla base del rapporto tra i costi per le attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale (Costi qualificati) ed i costi complessivamente sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo (Costi complessivi). La natura dei costi da indicare al numeratore e di quelli da indicare al denominatore è quindi la medesima, l’unica differenziazione è di tipo quantitativo in quanto alcuni costi vanno indicati in misura piena al denominatore e in percentuale al numeratore. Il coefficiente deve essere ricalcolato ogni anno con l’aggiunta delle nuove spese di competenza e applicato al reddito dell’esercizio ritraibile dall’intangible.

Il suddetto rapporto assume quindi la seguente formulazione:

Costi qualificati

––––––––––––––––––––––––– X reddito derivante dal bene immateriale = reddito agevolabile

Costi complessivi

Nel suddetto rapporto

al numeratore:

al denominatore:

Nella determinazione dei valori da indicare al numeratore e al denominatore del rapporto sopra detto non rilevano:

Al fine di permettere una connessione univoca tra i costi sostenuti ed il singolo bene immateriale agevolabile, le imprese dovranno dotarsi di un sistema di rilevazione (contabile o extracontabile) di tracking and tracing dei costi e dei ricavi. Tuttavia, poiché l’agevolazione spetta anche per i costi sostenuti in passato quando tale sistema di rilevazione (per singolo bene agevolabile) evidentemente non poteva ancora essere stato attivato, viene concessa la possibilità di calcolare il rapporto di cui sopra in via aggregata e non individualmente.

Il decreto prevede un periodo transitorio di tre anni di determinazione semplificata del coefficiente in modo da consentire alle imprese di aver tempo per approntare adeguati sistemi di tracking and tracing.

Il coefficiente di cui sopra deve essere applicato al reddito ritraibile ogni anno dal bene immateriale di riferimento ottenendo la quota di reddito agevolabile che costituirà una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi nella misura del 30% per il 2015, del 40% per il 2016 e del 50% a regime.

Non è stato definito, né a livello legislativo né a livello di disposizioni amministrative, quale sia il regime delle eventuali perdite derivanti da beni che usufruiscono del patent box.

Reinvestimento del corrispettivo da cessione dei beni agevolati (Art. 10)

Le plusvalenze derivanti dalla cessione dei beni immateriali agevolati non concorrono alla formazione del reddito d’impresa a condizione che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla cessione dei predetti beni sia reinvestito, prima della chiusura del secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali agevolabili. Non rientrano tra i reinvestimenti qualificati le somme destinate all’acquisto di altri beni immateriali.

Se il reinvestimento non viene effettuato l’importo della plusvalenza sottratta a tassazione deve essere incluso nella base imponibile della dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui il mancato reinvestimento si concretizza.

Qualora la cessione del bene immateriale sia stata effettuata nei confronti di una società del gruppo, l’importo della plusvalenza può essere preventivamente concordato con l’Agenzia delle Entrate mediante l’attivazione di una procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003.

Procedura di ruling

Sono obbligatoriamente soggette alla procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003:

Sono volontariamente soggette alla procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003:

Con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate verranno stabilite modalità semplificate per accedere alla procedura di ruling da parte delle microimprese e delle piccole e medie imprese (PMI).

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Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

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