CIRCOLARE N° 4 DEL 2 – 5 – 2016

Oggetto: programma e indirizzi operativi per l’attività di accertamento nel 2016

Con la circolare 16⁄E del 28⁄4 l’Agenzia delle Entrate ha, come consuetudine, impartito alle Agenzie locali le linee direttive per lo svolgimento delle attività di controllo e prevenzione dell’evasione fiscale.

Sempre fondamentale nella ricerca dei soggetti da verificare sarà il ricorso alle numerose banche dati a disposizione dell’Agenzia con particolare riferimento a quelle che riportano i dati sulla capacità di spesa nonché il complesso degli investimenti⁄disinvestimenti dell’ultimo quinquennio.

Per quanto riguarda i soggetti sottoposti agli studi di settore la Circolare dispone che:

Relativamente al settore non profit l’attività dovrà mirare a smascherare enti che si presentino con tale qualifica ma che, di fatto, svolgono una vera e propria attività commerciale come la somministrazione di alimenti e bevande, l’organizzazione di viaggi, l’intrattenimento e lo spettacolo. Particolare attenzione dovrà altresì essere rivolta a quelle organizzazioni non lucrative che hanno posto in essere transazioni immobiliari sospette e frodi medianti l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Viene raccomandato di evitare le situazioni di minima rilevanza fiscale e di tener conto dell’ambito fiscale in cui l’ente opera (ad esempio enti la cui attività istituzionale sia rivolta ad anziani, soggetti svantaggiati e formazione sportiva per ragazzi...).

Relativamente ai soggetti di grandi dimensioni (con fatturato superiore ad Euro 5.164,568) l’attività di verifica dovrà concentrarsi principalmente sulle operazioni di pianificazione fiscale nazionale ed internazionale.

In materia di transfer pricing dovrà essere posta attenzione nell’evitare che l’azione di accertamento generi fenomeni di doppia imposizione internazionale e, al fine di evitare dispersione di forze, l’Agenzia dovrà concentrarsi sulle ipotesi maggiormente significative di manipolazione dei prezzi di trasferimento con particolare riferimento al rischio di presunte delocalizzazioni di redditi nei Paesi a fiscalità privilegiata.

In materia di imposta di registro sulle transazioni immobiliari resta sempre valida l’analisi degli scostamenti rispetto alle valutazioni OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) che, comunque, rappresentano solamente il dato iniziale ai fini dell’individuazione del valore venale in commercio. Tale valore dovrà essere integrato da ulteriori elementi in possesso dell’Ufficio o acquisiti in occasione dell’attività istruttoria attraverso l’analisi dei trasferimenti di immobili con caratteristiche analoghe avvenuti negli ultimi tre anni nonché (con le garanzie previste per gli accessi presso le abitazioni private) anche attraverso un accesso diretto presso l’immobile.

Infine non deve essere trascurata la possibilità di effettuar un sopralluogo o di reperire ulteriori informazioni anche tramite Internet al fine di meglio evidenziare le analogie e le differenze tra l’immobile da valutare e quelli presi come riferimento.

Anche per tale tipologia di accertamento viene ribadita la necessità di instaurare il contraddittorio preventivo con il contribuente

La circolare in esame raccomanda poi di mantenere e sviluppare ulteriormente i rapporti di collaborazione con gli altri enti istituzionali quali la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane, l’INPS, l’INAIL, la SIAE e gli enti territoriali.

In materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali, la nascita della nuova Direzione Centrale Accertamento e dell’Ufficio Antifrode garantirà maggiore unitarietà nella definizione delle linee strategiche. Nel campo dell’IVA dovrà esser data specifica attenzione all’individuazione dei casi di utilizzo di false lettere d’intento e, nel campo degli acquisti intracomunitari all’individuazione delle società c.d. “cartiere” per le quali si dovrà procedere, verificandosi le condizioni, alla cessazione d’ufficio della Partita IVA. Inoltre particolare attenzione, anche attraverso l’utilizzo delle indagini finanziarie, dovrà essere posta nella ricerca dei reali beneficiari e degli effettivi registi della frode.

Altro campo di azione sarà la verifica dei modelli F24 contenenti dati non veritieri che, nell’ipotesi evidenzino crediti inesistenti, costituiscono reato ex art. 10 quater D. Lgs. 74⁄2000 che prevede la pena massima di sei anni di reclusione. Ai sensi dell’articolo 13 bis del citato decreto 74⁄00 dovrà essere verificato l’intervento di soggetti portatori di specifiche competenze professionali (consulenti fiscali, intermediari bancari) perché, in tal caso, la pena è aumentata della metà.

Infine la Circolare raccomanda il monitoraggio dei soggetti già coinvolti in fenomeni fraudolenti perché è stata riscontrata un’elevata propensione alla reiterazione delle condotte.

In materia di adempimento spontaneo, la Circolare ribadisce la necessità di mettere a disposizione dei contribuenti o degli intermediari gli elementi e le informazioni di cui è in possesso al fine di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea della base imponibile.

A tal fine dovrà essere aumentata l’attività di comunicazione ai contribuenti delle anomalie emerse dalle elaborazioni dei dati dichiarativi presenti nel sistema informatico dell’Agenzia.

Per l’anno 2016 le suddette comunicazioni dovranno essere inviate qualora vengano verificate le seguenti situazioni:

La mancata risposta del contribuente alle suddette segnalazioni di anomalie costituirà elemento di valutazione per l’inserimento nei piani annuali di controllo.

Infine saranno inviate ulteriori comunicazioni alle imprese individuali ed alle persone fisiche per le quali, nel corso del 2012, siano emerse una o più anomalie relativamente a: redditi da locazione immobiliare, redditi di lavoro dipendente, redditi derivanti dagli assegni divorzili, plusvalenze non dichiarate relative a beni patrimoniali relativi all’impresa, redditi di partecipazione, redditi di capitale, redditi diversi.

Sarà altresì incentivata la procedura di trasmissione telematica all’Agenzia di tutte le fatture attive e passive e dei corrispettivi al fine di sollevare i contribuenti da alcuni obblighi dichiarativi e di permettere all’Agenzia il possesso di dati dettagliati ai fini del successivi controlli e di accorciare il periodo tra l’emissione dei documenti e la verifica dell’Agenzia.

Relativamente ai c.d. grandi contribuenti sono previste forme di collaborazione tra l’Agenzia ed i medesimi. Nella fase di prima applicazione sperimentale tale regime sarò riservato a:

In seguito all’introduzione nel DPR 600⁄73 (in materia di accertamento) dell’art. 31 ter rubricato “Accordi preventivi per le imprese con attività internazionale” (ad opera dell’art. 1 del D. Lgs. 147⁄15), sono state previste forme preventive di collaborazione tra le imprese e l’Agenzia delle entrate al fine di evitare manovre elusive e di protezione dai rischi fiscali. La procedura è attuabile nei seguenti casi:

Al fine di uniformare l’attività delle sedi regionali l’Agenzia procederà alla emanazione di modalità operative per lo svolgimento delle suddette attività.

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Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

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