CIRCOLARE N° 5 DEL 25 – 6 – 2018

Oggetto: abolizione della carta carburanti cartacea e fatturazione nei subappalti con la Pubblica Amministrazione

Con la legge 205⁄17 (legge di bilancio 2018) sono state introdotte due novità molto impegnative per tutti i titolari di P. IVA, si tratta dell’obbligo di utilizzo delle fatture elettroniche (a decorrere dal 1° gennaio 2019) e dell’abolizione della carta carburanti (dal 1° luglio 2018).

Inoltre viene previsto che per tutte le fatture elettroniche (sia attive sia passive) debba essere attuata la c.d. conservazione sostitutiva.

Trattandosi di adempimenti con tempistiche diverse e con formalità altrettanto impegnative li trattiamo separatamente sebbene alcuni aspetti coincidano. Nella presente circolare trattiamo esclusivamente della nuova procedura che sostituisce le schede carburanti mentre, relativamente alla fattura elettronica che entrerà in vigore nel 2019 e per la quale ancora alcuni aspetti devono essere chiariti, seguirà altra circolare appena verranno risolti.

Indichiamo in via sommaria alcune caratteristiche generali della procedura di fatturazione elettronica che saranno meglio illustrate nella prossima circolare che, però, sono indispensabili per meglio comprendere il seguito.

Per fattura elettronica si intende un documento informatico (quindi non cartaceo), in formato strutturato, trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio (SDI) e da questo recapitato al soggetto destinatario. Deve contenere tutti i dati che normalmente vengono indicati nelle normali fatture (vedasi l’art. 21 del DPR 633⁄72) e deve obbligatoriamente essere predisposto nel formato “.xml”

Per la sua compilazione ed invio allo SDI nonché per la gestione delle varie ricevute è possibile utilizzare l’apposita funzione messa a disposizione sul sito dell’Agenzia delle entrate (piuttosto macchinosa) ovvero utilizzare i programmi predisposti dalle case di software, in alternativa è possibile delegare un professionista per la gestione di una o tutte le fasi del procedimento che sono:

È notizia recente che verrà emanato un apposito provvedimento per disporre la proroga al 1° gennaio 2019 dell’obbligo di emissione delle fatture elettroniche per l’acquisto del carburante, non è stato precisato se tale proroga riguarderà anche le fatture di subappalto con la pubblica amministrazione, resta comunque l’obbligo di pagamento con mezzi tracciabili

SUBAPPALTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Come è ormai largamente noto, da alcuni anni le imprese che contrattano con la pubblica amministrazione debbono obbligatoriamente emettere fattura elettronica. Con la norma in esame tale obbligo viene esteso (con la decorrenza anticipata al 1° luglio 2018) anche a tutti i subappaltatori e subcontraenti. Tale nuovo obbligo riguarda esclusivamente il soggetto che ha stipulato il contratto con la pubblica amministrazione ed i suoi fornitori di primo livello, non anche ulteriori fornitori a cascata. Per chiarire meglio valga il seguente esempio:

l’impresa A stipula un contratto di appalto con la pubblica amministrazione X e due contratti di subappalto⁄subfornitura con le imprese B e C. La prestazione che A fattura alla pubblica amministrazione X è soggetta alla fatturazione elettronica (dal 2015), dal 1° luglio 2018 anche la fatturazione da B e C ad A dovrà sottostare a tale adempimento. Invece i fornitori di B e C dovranno adeguarsi (come tutti gli altri) solamente dal 1° gennaio 2019.

CARTE CARBURANTI

L’obbligo generalizzato di emettere solo ed esclusivamente fatture elettroniche (non più cartacee quindi) viene anticipato al 1° luglio 2018 relativamente alle cessioni di benzina e di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione. È stato chiarito che rientrano in tale definizione anche i trattori agricoli che possono transitare sulle strade (non cingolati) e le vendite che le cooperative di autotrasportatori (che acquistano il carburante e lo conservano in proprie cisterne) effettuano nei confronti dei soci. Sono escluse invece le cessioni di gas metano e GPL anche se utilizzati per l’autotrasporto. È stato altresì specificato che l’obbligo si applica esclusivamente ai carburanti ceduti per essere utilizzati in motori per l’autotrazione quindi, a titolo di esempio, sono escluse le cessioni di carburanti per i gruppi elettrogeni, le caldaie di riscaldamento, gli attrezzi agricoli.

Si ricorda innanzitutto che la carta carburante era un documento sostitutivo della fattura ai fini della deduzione del costo di acquisto da parte dei titolari di partita IVA, parimenti le nuove norme riguardano solo ed esclusivamente le cessioni in cui l’acquirente è titolare di partita IVA ed effettua l’acquisto nell’esercizio dell’impresa, arte o professione.

La fattura elettronica emessa a fronte della cessione di carburanti dovrà avere il contenuto previsto dagli articoli 21 e 21bis DPR 633⁄72 che indicano i dati minimi indispensabili di tutte le fatture. Rispetto alla vecchia carta carburante quindi non dovranno più essere indicati gli estremi dell’autoveicolo né i chilometri percorsi. Ovviamente tali indicazioni possono essere facoltativamente inserite per opportunità aziendali del proprietario dell’autovettura, a nostro avviso è consigliabile comunque inserire la targa dell’autoveicolo.

Per effetto dell’articolo 21, comma 4 anche le fatture elettroniche di cessione di carburanti potranno essere riepilogative di tutte le cessioni effettuate nel mese precedente purché al momento della consegna del carburante venga emesso un documento (elettronico o cartaceo) che rispetti i contenuti indicati dal DPR 472⁄1966 ovvero: data della consegna, generalità del cedente, del cessionario e dell’eventuale trasportatore, descrizione della natura, qualità e quantità dei beni ceduti. La fattura riepilogativa deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello cui si riferisce.

In contemporanea all’abolizione della carta carburante sono state introdotte nuove norme anche relativamente alla deducibilità del costo ed alla detraibilità dell’IVA. Viene disposto che per poterne usufruire è indispensabile che il pagamento avvenga con mezzi tracciabili ovvero, come indicato nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate emanato in data 4⁄4⁄18, attraverso:

Restano valide ovviamente le ulteriori condizioni previste dal TUIR e dalla legge IVA in ordine alla deducibilità e detraibilità parziale ed all’inerenza che ogni costo deve avere con l’esercizio dell’impresa, arte e professione.

Viene altresì specificato che il momento del pagamento non deve necessariamente coincidere con l’erogazione del carburante, quindi restano valide le istruzioni date per i c.d. “contratti di netting” o altre forme analoghe (carte prepagate) purché il pagamento avvenga sempre con mezzi tracciabili.

Viene altresì disposto che ai gestori di impianti di distribuzione di carburante spetta un credito d’imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2018 tramite sistemi di pagamento elettronico.

Indicazioni operative.

Il meccanismo di emissione delle fatture elettroniche per l’acquisto del carburante è il medesimo già adottato per le fatture che vengono emesse alla Pubblica amministrazione, in sostanza tutte le fatture devono obbligatoriamente essere emesse in formato .xml e transitare dal fornitore al cliente attraverso un nodo telematico denominato SDI (Sistema di Interscambio), gestito dall’Agenzia delle entrate, che riceve le fatture dalle società emittenti, effettua alcuni controlli e al loro superamento le invia ai destinatari.

In questa fase iniziale i titolari di partita IVA devono solamente abilitarsi per il ricevimento delle fatture elettroniche relative agli acquisti di carburante, dal 1° gennaio 2019, invece, la quantità di documentazione elettronica aumenterà notevolmente in quanto tutte le fatture (di acquisto e di vendita⁄prestazione di servizi) dovranno essere emesse esclusivamente in formato elettronico (.xml) e transitare nella contabilità dei singoli imprenditori⁄professionisti direttamente (ovvero senza alcuna stampa cartacea). A tal fine le case di software si stanno attrezzando per adeguare i rispettivi programmi gestionali a questa nuova procedura che, ripeto, entrerà in vigore nel 2019.

Al fine di ricevere la fatture elettroniche esistono varie opzioni che possono essere attivate direttamente dai contribuenti o attraverso appositi software collegati con i software gestionali.

Dopo attenta analisi riteniamo che, in questa fase iniziale limitata agli acquisti di carburante, la metodologia più semplice sia quella di ricevere le suddette fatture attraverso il canale gratuito che l’Agenzia delle entrate mette a disposizione sul proprio sito. Tale sistema è alternativo ai pacchetti che le varie software houses stanno predisponendo e che sicuramente saranno utili dal 2019 quando la mole della documentazione sarà maggiore.

La procedura dell’Agenzia delle entrate può essere attivata direttamente dai titolari di partita IVA o può essere delegata ad un intermediario (ad es. commercialista).

Per attivarla direttamente è necessario:

Per attivarsi a Fisco Online bisogna effettuare un accesso all’Agenzia delle entrate che, contestualmente, consegna la prima parte della password. La seconda parte invece è resa disponibile on line dopo l’accesso all’Agenzia. Quindi, unite le due parti, si può concludere l’iscrizione a Fisco online.

Una volta ottenute le credenziali di accesso occorre:

Se gli acquisti di carburante non vengono documentati con la suddetta procedura ed il pagamento non viene effettuato con mezzi tracciabili, il relativo costo sarà indeducibile e l’IVA indetraibile.

In alternativa alla procedura di identificazione diretta è possibile conferire delega allo studio scrivente per l’espletamento di tutte o parte delle suddette funzioni.

Procedura per la delega

I contribuenti che non intendono eseguire direttamente gli adempimenti appena visti possono delegare un intermediario ad effettuarli per loro conto.

I servizi delegabili sono:

I soggetti delegabili sono esclusivamente gli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (ad esempio i commercialisti), la procedura per la delega può essere effettuata in via telematica ovvero cartacea mediante presentazione dell’apposito modulo all’Agenzia delle entrate competente per territorio, la durata della delega è stabilita dal delegante ma non può eccedere i quattro anni.

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Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

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