CIRCOLARE N° 7 DEL 17 – 7 – 2018

Oggetto: decreto “dignità”

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge n° 87 “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese” (per il testo cliccare QUA che verrà presentato alle Camere per la conversione in legge ed è quindi passibile di modificazioni anche rilevanti. Tuttavia data l’importanza e la immediata applicabilità delle disposizioni che contiene ve ne forniamo un rapido sunto.

Art. 1 – modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato

Viene profondamente modificata la normativa sui contratti a tempo determinato (anche mediante somministrazione) Il particolare:

Eventuali proroghe possono essere concordato solamente in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

La durata massima è quindi fissata in 24 mesi mentre prima era di 36.

L’inserimento della causale è necessaria in occasione della proroga solamente se complessivamente i contratti hanno una durata complessiva superiore a 12 mesi. Sono tuttavia esonerati dall’inserimento della causale i contratti per le attività stagionali e quelli stipulati dalla Pubbliche amministrazioni.

La nuova normativa si applica ai contratti ed ai rinnovi stipulati a partire dal 14⁄7⁄2018

Art. 2 – modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro

Al contratto di somministrazione di lavoro vengono applicate le medesime regole appena viste per i contratti a termine.

Art. 3 – indennità di licenziamento ingiustificato e incremento contribuzione contratto a tempo determinato

Nel nuovo contratto di lavoro a tutele crescenti di cui al D. Lgs. 23⁄2015 si prevede un incremento della misura dell’indennità da pagare al lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato che passa da un minimo di sei mensilità ad un massimo di trentasei (attualmente è da 4 a 24)

Nei contratti a tempo determinato anche mediante somministrazione ad ogni proroga scatta un aumento contributivo dello 0,5%.

Art. 4 – differimento del termine di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali in tema di diplomati magistrali

Art. 5 – limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti

Le imprese operanti sul territorio nazionale che siano state beneficiarie di aiuti di Stato decadono dal medesimo qualora entro cinque anni dalla data di conclusione dell’investimento agevolato, delocalizzino, anche solo in parte, l’iniziativa produttiva per la quale hanno beneficiato dell’agevolazione al di fuori del territorio UE. Sono inoltre soggette alla sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due a quattro volte l’importo dell’aiuto fruito.

Se invece l’investimento viene semplicemente spostato del sito previsto ad un altro all’interno del territorio italiano o UE, si ha la revoca dell’aiuto ma non si applica alcuna sanzione.

Art. 6 – tutela dell’occupazione nelle imprese beneficiarie di aiuti

Al fine di tutelare l’occupazione nei siti produttivi che abbiano beneficiato di aiuti di Stato viene previsto che in caso di riduzione del personale occupato in misura superiore al 10%, senza giustificato motivo oggettivo nei cinque anni successivi all’ultimazione dell’investimento, l’impresa sia assoggettata ad una sanzione corrispondente alla diminuzione dell’aiuto in misura proporzionale alla riduzione dell’occupazione. La revoca dell’aiuto è totale qualora la riduzione sia superiore al 50%.

Questa diposizione si applica ai benefici concessi nonché agi investimenti avviati successivamente al 14⁄7⁄2018.

Art. 7 – recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o delocalizzazione degli investimenti

Come è noto l’iper ammortamento è un’agevolazione che consiste nella possibilità di ammortizzare un valore superiore al costo storico di determinate tipologie di investimenti tecnologicamente avanzati. Viene ora previsto che in caso di cessione degli investimenti o di trasferimento dei macchinari all’estero, l’iper ammortamento venga recuperato nella determinazione del reddito dell’esercizio in cui avviene la cessione o il trasferimento, attraverso il recupero a tassazione di tutte le quote fiscalmente dedotte negli esercizi precedenti, senza applicazione di sanzioni nĂ© di interessi.

Anche questa disposizione si applica agli insti menti effettuati dopo il 14⁄7⁄18.

Art. 8 – applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo ai costi di acquisto da fonti esterne dei beni immateriali

Sono esclusi dall’agevolazione in oggetto (prevista dall’art. 3, comma 1 del DL 145⁄2013) i costi sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei beni immateriali agevolabili ove l’acquisto venga effettuato presso imprese appartenenti al medesimo gruppo societario. Tale norma si applica già a partire dall’esercizio 2018 anche in deroga alle disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212⁄2000).

Art. 9 – divieto di pubblicità giochi e scommesse

È vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, comunque effettuata. Si salvano solamente la lotteria della Befana e gli annunci dei Monopoli sul gioco responsabile. Sono esclusi anche i contratti di pubblicità già stipulati ma solo fino al 14⁄7⁄2019. Il prelievo sulle vincite viene aumentato con decorrenza 1° settembre 2018 e poi nuovamente dal 1° gennaio 2019.

Art. 10 – disposizioni in materia di redditometro

In materia di redditometro viene abrogato il decreto emanato dal MEF il 15 settembre 2015 recante le disposizioni di applicazione del redditometro, impedendo quindi il ricorso all’accertamento sintetico a partire dall’anno d’imposta 2016. Restano validi gli inviti già inviati ai contribuenti e gli avvisi di accertamento già emessi con riferimento agli anni d’imposta fino al 2015.

Art. 11 – disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute

L’invio dei dati relativi alle fatture emesse e ricevute nel 3° trimestre 2018 viene prorogato al 28 febbraio 2019. Per gli invii semestrali vengono fissate le seguenti scadenze: 1° ottobre 2018 per il primo semestre e 28⁄2⁄19 per il secondo semestre.

Art. 12 – split payment

Le fatture assoggettate a ritenuta (sia d’acconto sia a titolo d’imposta) emesse a partire dal 14⁄7⁄2018 non sono più assoggettate alla procedura dello split payment.

Art. 13 – società sportive dilettantistiche

******

Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento

******





HOME